La lobby ogm sbarca in Africa
- manliomasucci
- Mar 12, 2021
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Un intero continente messo sotto assedio dalle potenze occidentali. Una nuova fase di colonizzazione che non avviene più tramite gli eserciti ma attraverso l’utilizzo di armi altrettanto potenti: le leggi di proprietà intellettuale imposte alle popolazioni attraverso accordi commerciali. La colonizzazione dell’Africa sembra, da questo punto di vista, non essersi mai arrestata. E gli Ogm sono il nuovo strumento, uno strumento più affilato di una baionetta e più resistente di un avamposto militare nel deserto. Le multinazionali dell’agribusiness stanno, di fatto, lanciando un’opa sul futuro dell’intero continente appropriandosi, legalmente e finanche filantropicamente, di un bene comune primario fondamentale per la vita sulla terra al pari dell’acqua e dell’aria: il seme.
La retorica è sempre la stessa: quella di voler sfamare i poveri africani. Ma estendere monopoli sul mercato dei semi significa pregiudicare la sovranità alimentare delle popolazioni locali, significa prenderle come ostaggi e detenerle nelle celle, chiuse a doppia mandata, del libero mercato. Di fronte a questo saccheggio legalizzato, c’è ancora chi si chiede se gli Ogm facciano bene o male. La risposta, vedendo i risultati dell’esperienza africana, è semplice: gli Ogm fanno bene ai bilanci delle multinazionali dell’agribusiness e fanno male all’ambiente, che perde biodiversità, ai consumatori, che perdono la libertà di scegliere come alimentarsi, e ai piccoli e medi produttori agroecologici che, ancora ad oggi, rappresentano la fonte primaria di produzione di cibo nel mondo.

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